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Le obbligazioni USA a lunga scadenza sono ai minimi storici: perché la parte 'sicura' del portafoglio può scendere più delle azioni

5 min di lettura di Opthest

Questa settimana il rendimento del Treasury USA a 10 anni ha toccato il 5,2%, il livello più alto dal 2007, mentre quello a 30 anni è salito al 5,48%, massimo dal 2004. Nello stesso periodo l’ETF iShares 20+ Year Treasury Bond (TLT) — uno dei modi più comuni per possedere titoli di stato USA a lunga scadenza — è sceso al minimo storico dal suo debutto nel 2002. Nel frattempo, secondo i dati dell’Investment Company Institute, decine di miliardi di dollari si sono spostati da fondi azionari verso fondi obbligazionari a settembre, ma quel denaro è finito soprattutto su titoli di stato a breve durata: chi cercava rifugio nella parte lunga della curva è stato il più penalizzato. Il paradosso è reale: proprio mentre il mercato “corre verso la sicurezza” delle obbligazioni, la fetta di obbligazioni che sembra più prudente — titoli di stato, non azioni — ha avuto uno dei peggiori tratti della sua storia. La chiave per capire perché si chiama duration.

Cos’è la “duration” e perché conta più del tasso in sé?

La duration misura quanto il prezzo di un’obbligazione si muove quando cambia il rendimento di mercato: in prima approssimazione, una duration di 17 anni significa che un aumento dell’1% dei tassi fa scendere il prezzo di circa il 17%. Più lontana nel tempo è la scadenza, più i flussi di cassa futuri dell’obbligazione (cedole e rimborso) vengono attualizzati a un tasso che è appena cambiato, e più il loro valore presente si muove. Un titolo di stato a 3 mesi ha una duration vicina a zero — il prezzo quasi non si sposta quando i tassi cambiano. Un titolo a 20-30 anni, come quelli dentro TLT, ha una duration ben oltre 15 anni: lo stesso movimento di tasso produce un effetto sul prezzo molte volte più grande. Non è il livello del tasso a fare la differenza, è quanto tempo resta prima che il capitale torni indietro.

Perché un ETF di titoli di stato può scendere più di un ETF azionario in poche settimane?

Perché la sensibilità (la duration) di TLT è un numero enorme rispetto a quella della maggior parte delle azioni o degli ETF bilanciati a breve termine. Un rialzo di pochi decimi di punto percentuale nel rendimento a 10-30 anni, moltiplicato per una duration di 15-20 anni, produce un calo di prezzo a doppia cifra sul fondo — un movimento che normalmente si assocerebbe a un mercato azionario in correzione, non alla parte “prudente” del portafoglio. Questo è esattamente cosa è successo a TLT: non un evento di credito, non un fallimento, semplicemente il meccanismo della duration che amplifica un piccolo movimento di tasso in un grande movimento di prezzo.

Se metà del mio portafoglio è “in obbligazioni”, sono automaticamente al sicuro?

No, e questo è il punto che l’etichetta “obbligazionario” nasconde. Un portafoglio bilanciato 60/40 con la componente obbligazionaria concentrata su titoli di stato a lunga scadenza può portare più rischio di tasso di un portafoglio 80/20 con obbligazioni a breve termine. “Obbligazioni” non è una categoria di rischio uniforme: due fondi obbligazionari possono comportarsi in modo completamente diverso davanti allo stesso movimento di tassi, a seconda della duration che portano. Il flusso di capitali visto questo settembre — verso titoli di stato a breve e municipali di alta qualità, non verso la parte lunga della curva — è la prova che il mercato professionale distingue esattamente su questo asse, non su “azioni vs obbligazioni” in blocco.

Cosa NON è questo articolo

Non è una previsione su dove andranno i tassi da qui in avanti, né un suggerimento a vendere obbligazioni a lunga scadenza o a spostarsi su quelle a breve termine. I livelli di rendimento e il minimo storico di TLT citati sopra sono dati di mercato di settembre 2026, riportati da fonti di settore — servono a mostrare che la duration è un rischio reale e misurabile, non a suggerire una view su dove sarà il decennale tra sei mesi. Il fatto che i tassi siano ai massimi da decenni non implica che debbano scendere, né che debbano salire ancora.

Come si vede questo rischio sul portafoglio che tieni tracciato su Opthest?

Non serve calcolare la duration a mano per accorgersene: basta guardare come si è comportato storicamente. Il backtest, la volatilità e il CVaR di Opthest lavorano sui rendimenti storici effettivi di ogni posizione tracciata — comprese le obbligazioni o gli ETF obbligazionari che tieni in portafoglio — quindi la sensibilità ai tassi di un fondo come TLT si riflette già, per intero, nei suoi numeri di rischio passati, senza bisogno di stimarla a parte. È lo stesso principio con cui l’analisi di rischio corretto per il rischio guarda al comportamento reale di un portafoglio invece che alla sua etichetta: un fondo obbligazionario a lunga scadenza che si è mosso come un’azione in un mese di tassi in salita, lo mostrerà nei suoi numeri di volatilità e di drawdown, indipendentemente da come viene chiamato. Resta, come ogni strumento di Opthest, un output algoritmico su dati storici — contenuto educativo/informativo, non consulenza finanziaria personalizzata, senza garanzia sui risultati futuri.

“Obbligazionario” non è sinonimo di “sicuro”: è sinonimo di un tipo di rischio diverso da quello azionario, che può essere altrettanto grande a seconda di quanto è lunga la scadenza. Il decennale USA ai massimi dal 2007 lo ha appena ricordato a chi pensava di essersi messo al riparo.

Fonti: Benzinga, “TLT ETF Hits Record Low as Treasury Yields Near 5.2%”; Infostream Global, “Bond Market Turmoil: What Changed in 2026”.

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