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Il momentum ha appena fatto il miglior run dal dot-com: a quale fattore sta scommettendo il tuo portafoglio senza che tu lo sappia?

5 min di lettura di Opthest

Nel secondo trimestre del 2026 il fattore momentum azionario ha guadagnato il 44,4%, con un balzo del 7,5% nel solo mese di giugno — la sua migliore corsa pluriennale dal picco della bolla dot-com, ed è stato l’unico fattore a chiudere in positivo su tutti i mercati sviluppati ed emergenti globali. Un ETF momentum su azioni USA (Vanguard U.S. Momentum Factor ETF) segna +18,5% da inizio anno al 13 settembre. Ma il dato che dovrebbe far riflettere non è quanto ha guadagnato: è che, secondo J.P. Morgan Asset Management, la dispersione interna al fattore — la distanza tra i titoli “vincenti” e quelli “perdenti” del momentum — è la più ampia dal 1990. Chi possiede un portafoglio “diversificato” di azioni o ETF ampi ha comunque un’esposizione, positiva o negativa, a questo fattore. La domanda utile non è se il momentum continuerà a correre. È se sai quanto il tuo portafoglio ci sta scommettendo in questo momento.

Cos’è esattamente un “fattore” di investimento?

Un fattore è una caratteristica misurabile di un’azione che, storicamente, spiega parte della differenza di rendimento tra titoli diversi — al di là del semplice “essere nel mercato azionario”. Il modello di riferimento accademico, quello di Fama e French, ne isola alcuni: le azioni a bassa capitalizzazione rispetto a quelle grandi (size), quelle a sconto sui fondamentali rispetto a quelle costose (value), quelle di aziende più redditizie rispetto a quelle meno redditizie (profitability), quelle di aziende che investono con parsimonia rispetto a quelle che investono in modo aggressivo (investment). A questi si aggiunge tipicamente il momentum: le azioni che sono salite di più negli ultimi mesi tendono, in media e per un periodo, a continuare a salire più delle altre. Un fattore non è un titolo né un settore — è un’inclinazione statistica che attraversa titoli e settori diversi.

”Possiedo solo un indice ampio o pochi ETF diversificati”: significa che non ho esposizione ai fattori?

No. Un indice ampio come l’S&P 500 non è “neutrale rispetto ai fattori” — è semplicemente un mix di fattori che nessuno ha scelto deliberatamente. Se il mercato in un dato periodo premia le aziende in forte salita (momentum) o quelle enormi e redditizie (una combinazione di size e quality), un indice pesato per capitalizzazione eredita automaticamente quell’inclinazione, perché le aziende che sono salite di più pesano automaticamente di più nell’indice. Lo stesso vale al contrario: un portafoglio di poche azioni scelte “a sensazione” può risultare fortemente esposto al momentum, o all’opposto, senza che chi lo ha costruito lo sappia. Non possedere fattori non è un’opzione disponibile: l’unica scelta reale è se la propria esposizione è consapevole o accidentale.

Perché il momentum ha corso così tanto proprio nel 2026?

I guadagni più forti sono arrivati dai mercati asiatici ed emergenti al centro della catena di fornitura di AI e semiconduttori, con la leadership del fattore che si è spostata dai titoli software verso i produttori di memorie e i beneficiari della spesa in capitale legata all’intelligenza artificiale. È lo stesso tema — la concentrazione del mercato su un gruppo ristretto di titoli tecnologici legati all’AI — che spinge la capitalizzazione dei maggiori indici verso pochi nomi: quando pochi titoli salgono molto più degli altri per un periodo prolungato, il fattore momentum e la concentrazione dell’indice tendono a rinforzarsi a vicenda, perché entrambi premiano chi è già salito.

Quindi conviene comprare un ETF momentum adesso?

Questo articolo non è nella posizione di dirtelo, e diffida di chi lo fa sulla base di un trimestre di rendimenti. La dispersione interna al fattore più ampia dal 1990 non è un dettaglio tecnico: è la stessa J.P. Morgan Asset Management, nelle sue Factor Views del terzo trimestre 2026, a segnalare che un divario così esteso tra vincitori e perdenti del momentum alza il rischio di una fase di brusca inversione, e a suggerire di ridimensionare un eventuale sovrappeso sul fattore senza abbandonarlo del tutto. Rincorrere un fattore dopo la sua corsa migliore in oltre vent’anni è una decisione diversa dal capire quanta esposizione ci si è ritrovati per caso — e le due cose si confondono con facilità.

Cosa NON è questo articolo

Non è una raccomandazione a comprare, vendere o ruotare verso qualsiasi fattore, azione o ETF specifico, né una previsione su quanto durerà la fase attuale di forza del momentum o su quando e come si invertirà. I numeri di rendimento e di dispersione citati sopra sono rilevazioni storiche relative al 2026, riportate da fonti di settore — servono a mostrare che l’esposizione fattoriale è una caratteristica reale e misurabile di qualunque portafoglio azionario, non a suggerire una view su quale fattore vincerà da qui in avanti. Le performance passate di un fattore, in un senso o nell’altro, non garantiscono quelle future.

Come si scopre a quali fattori è esposto davvero il proprio portafoglio?

Non guardando i nomi dei titoli in portafoglio e indovinando, ma con una regressione statistica dei rendimenti effettivi del portafoglio contro le serie storiche dei fattori. È esattamente cosa fa l’analisi di esposizione fattoriale di Opthest su ogni portafoglio tracciato: prende i rendimenti giornalieri reali del portafoglio (pesati per le posizioni effettive, non per un modello teorico) e li confronta, tramite regressione OLS, con i fattori Fama-French a 3, 5 fattori o con l’estensione al momentum — restituendo un coefficiente (loading) per ciascun fattore, con la relativa significatività statistica, oltre a un alpha residuo non spiegato dai fattori stessi. Non dice quale fattore comprare: mostra quali fattori il portafoglio possiede già, spesso senza che chi lo ha costruito lo avesse deciso. Resta, come ogni strumento di Opthest, un output algoritmico su dati storici — contenuto educativo/informativo, non consulenza finanziaria personalizzata, senza garanzia sui risultati futuri.

Non possedere un indice ampio non ti mette al riparo dai fattori: ti nasconde solo quali stai possedendo. Il momentum ha appena avuto il suo trimestre migliore da un quarto di secolo — la domanda è se la tua esposizione a quel fattore l’hai scelta tu, o se te la sei ritrovata.

Fonti: Advisor Perspectives / VettaFi, “S&P Factor Performance Highlights Momentum in June & Q2”; The Motley Fool, “Meet the Magnificent Momentum-Driven ETF Obliterating the S&P 500 in 2026”; J.P. Morgan Asset Management, “Factor Views 3Q 2026”.

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